LA REGIONE CAMPANIA HA DATO IL VIA ALLE AZIONI RECUPERO DEL BOLLO AUTO NON PAGATO.

Negli ultimi giorni sono tantissime le richieste di consulenza pervenute all’indirizzo info@dedavvocati.com in relazione alle richieste di pagamento del bollo auto notificate dalla Regione Campania.

La questione prospettata, avente ad oggetto l’omesso o l’irregolare versamento del tributo denominato “Tassa automobilistica regionale” che, secondo i funzionari della Regione, non risulta versato per gli anni precedenti, riguarda principalmente quali sono i termini di prescrizione del tributo.

Si ricorda che la tassa automobilistica (o bollo auto, in precedenza denominata anche tassa di circolazione) è un tributo locale, che grava sugli autoveicoli e motoveicoli immatricolati nella Repubblica Italiana, il cui versamento è a favore delle Regioni di residenza.

La fonte principale della tassa è il D.P.R. 5 febbraio 1953 n. 39 (“Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche“). L’articolo 7 della legge n. 99 del 23 luglio 2009 ha modificato il comma 29º dell’articolo 5 del D.L. n. 953 del 1982,[3] nel senso di prevedere la soggettività passiva in coloro che risultano essere proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatori a titolo di locazione finanziaria, dal pubblico registro automobilistico.

L’articolo 5, comma 51, D.L. 30 dicembre 1982, n. 953 convertito con la legge 28 febbraio 1983, n. 53, stabilisce che: “L’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1 gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. Nello stesso termine si prescrive il diritto del contribuente al rimborso delle tasse indebitamente corrisposte”.

La giurisprudenza è granitica nell’individuare in tre anni il termine di prescrizione (rectius decadenza) per la effettuazione dell’accertamento da parte della Regione e, in caso di mancato pagamento e/o  non opposizione all’accertamento,  la decorrenza di un nuovo successivo periodo di tre anni entro il quale (dopo l’iscrizione al ruolo) il concessionario deve necessariamente determinarsi ad emettere la cartella di pagamento.

Lo studio legale D’Amico e Di Scala, specializzato in Diritto dei Consumatori, ha avviato numerose procedure volte all’annullamento delle ingiunzioni di pagamento pervenute in questi giorni, eccependo innanzi all’Autorità competente l’intervenuta prescrizione del diritto azionato in danno dei propri clienti.

Per informazioni sull’argomento è possibile contattare lo Studio D&D Avvocati tutti i giorni feriali, dalle ore 16,00 alle ore 20,00, al numero 0824 970849, oppure inviando una mail con i propri riferimenti all’indirizzo info@dedavvocati.com.

Condividi: