Conti correnti con affidamento: sono tantissimi i correntisti che stanno agendo per ottenere la restituzione degli interessi.

La capitalizzazione degli interessi, meglio conosciuta con il termine “anatocismo”, è una pratica molto diffusa in ambito bancario, in virtù della quale gli interessi a debito del correntista vengono liquidati ed addebitati sul conto con frequenza trimestrale, mentre gli interessi a credito dello stesso sono liquidati con cadenza annuale.

La conseguenza di tale operazione è un evidente disallineamento nella maturazione degli interessi, perché vengono calcolati interessi su interessi, in dispregio del disposto dell’art. 1283 c.c., che recita testualmente: “In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”

La pratica anatocistica così descritta e dichiarata illegittima dalla Giurisprudenza con decine di sentenze, ha subito una regolamentazione a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 25 del Decreto Legislativo n. 342/1999, comma 2, che, introducendo un nuovo comma all’art. 120 del D.Lgs. n. 385/1993 (Testo Unico Bancario), ha previsto la possibilità di stabilire, tramite un’apposita delibera del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e Risparmio), le modalità ed i criteri di produzione degli interessi sugli interessi, maturati nell’esercizio dell’attività bancaria, purché venga rispettata la stessa periodicità nel conteggio sia dei saldi passivi, sia di quelli attivi.

Secondo il dettato normativo e la Delibera CICR emanata in data 09/02/2000 le Banche possono praticare la capitalizzazione degli interessi purché rispettino due criteri fondamentali: il primo è che venga assicurata la stessa periodicità di calcolo sia per gli interessi attivi che per quelli passivi; la seconda è che tale clausola sia approvata specificamente e per iscritto dal correntista.

Ebbene, da un’indagine condotta su un campione considerevole di correntisti, risulta che la maggioranza di essi non ha approvato tale clausola, ovvero, che la stessa non era presente nel contratto di apertura di credito da essi sottoscritto.

In tutti questi casi è possibile agire nei confronti dell’Istituto di credito per ottenere la restituzione degli interessi illegittimamente capitalizzati con un enorme beneficio economico.

Per una valutazione della propria posizione è possibile contattare lo studio D&D Avvocati al numero 0824 970849 o all’indirizzo mail info@dedavvocati.com

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