Sangue infetto, il Tribunale di Napoli risarcisce gli eredi di due coniugi Beneventani deceduti a causa dell’Epatite C


Secondo uno studio sono circa CENTOVENTIMILA le persone che fino agli anni ’90 sono state vittime di contagio nelle strutture sanitarie italiane per via dei mancati controlli sul plasma e sui farmaci emoderivati da parte dello Stato.

Un esercito di persone, infatti, ha contratto inconsapevolmente il virus dell’Epatite C o dell’AIDS nelle strutture ospedaliere italiane dove, paradossalmente, la “cura” gli è stata letale.

Purtroppo, solo una piccola percentuale di vittime vede, o ha visto, pagare il proprio risarcimento danni, in quanto a volte il ristoro viene riconosciuto quando il paziente è già deceduto.

È questo il caso trattato dal Tribunale di Napoli a cui si sono rivolti gli eredi di due coniugi Beneventani assistiti dallo Studio Legale D’Amico e Di Scala.

Il Tribunale partenopeo ha riconosciuto il diritto reclamato, condannando il Ministero della Salute al risarcimento di oltre 500.000,00 euro tra capitale ed interessi.

La sentenza in questione, visionabile sul sito DeDAVVOCATI (Sentenza), tratteggia in maniera sistematica il quadro normativo di riferimento, evidenziando come il mancato controllo da parte dello Stato sui prodotti emoderivati abbia determinato conseguenze letali per i cittadini che, certi della sicurezza dei presidi ospedalieri, affidavano le proprie sorti alle cure dei sanitari nazionali.

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