La Cassazione conferma la nullità delle fideiussioni su schema ABI

Con una recente sentenza la Cassazione conferma la nullità delle fideiussioni redatte su modulo uniforme ABI. I fideiussori che hanno sottoscritto un contratto con clausole identiche al tipo di schema contrattuale predisposto dall’ABI non rispondono con il loro patrimonio dei debiti del soggetto garantito.

Nella pratica quotidiana, infatti, accade spesso che le Banche, per concedere a società di capitali o a ditte individuali con patrimoni insufficienti l’accesso al credito, o semplicemente un mutuo, chiedano che venga prestata idonea garanzia personale da parte di terzi. La garanzia prestata, definita appunto fideiussione, pone le banche al riparo dal rischio di insolvenza del debitore, potendo rivalersi, in caso d’inadempimento, sul patrimonio del garante.

Ebbene, si ricorda che sul punto la Banca d’Italia aveva avviato nei confronti dell’ABI, relativamente alle condizioni generali della fideiussione contratta a garanzia delle operazioni bancarie, una istruttoria dalla quale è e emerso che gli artt. 2, 6 e 8 dello schema contrattuale tipo predisposto dall’ABI “contengono disposizioni che, nella misura in cui vengano applicate in modo uniforme, sono in contrasto” con l’art. 2, comma 2, lett. a), della L. n 287/1990.

Il citato articolo 2, invero, vieta le intese tra imprese che abbiano l’oggetto o l’effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato nazionale, anche fissando direttamente o indirettamente i prezzi di acquisto o di vendita o altre condizioni contrattuali.

La Suprema Corte, chiamata a decidere sulla validità di una garanzia prestata secondo lo schema in contestazione, con Sentenza  n. 13846 del 22-05-2019, ha ribadito il principio già affermato da Cass. 29810/2017: le fideiussioni prestate a garanzia delle operazioni bancarie redatte su modulo uniforme ABI sono totalmente nulle in quanto violano il divieto di intese anticoncorrenziali previsto dall’art. 2, comma 2, lett. a), della L. n 287/1990.

La Corte afferma che, indipendentemente dal comportamento dell’ABI, quello che rileva è se l’Istituto di credito abbia sottoposto al ricorrente una fideiussione contenete quelle clausole che sono ritenute in contrasto con l’art. 2, comma, 2, lettera a), della legge n. 287/90.

Il naturale approdo della decisione in commento è la possibilità per i soggetti fideiussori che hanno sottoscritto il tipo di schema contrattuale predisposto dall’ABI di eccepire la nullità del contratto per contrasto con la legge 287/90, liberandosi così dal peso della garanzia prestata.

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